Piano didattico personalizzato per alunni di lingua madre diversa dalla lingua italiana

 

PdP: istruzioni per l’uso

Riferimenti normativi
Il PdP concretizza le indicazioni contenute nelle Linee guida 2014, oltre che riflettere il generale orientamento della scuola italiana verso la personalizzazione degli apprendimenti.

A chi si rivolge il PdP?
Il PdP è uno strumento che si rivolge sia a studenti neo-arrivati sia a studenti di più remota immigrazione o nati in Italia, che presentino particolari bisogni linguistici o di apprendimento

Che cos’è il PdP?
E’ uno strumento essenziale per attuare la personalizzazione dei percorsi degli studenti di madrelingua non italiana e la loro conseguente valutazione. Non si tratta quindi di un semplice adempimento burocratico, ma di un documento di programmazione condiviso dal consiglio di classe, che descrive e formalizza le scelte sul percorso e gli interventi predisposti per lo studente. E’ dunque uno strumento necessario per l’azione didattica di ogni docente, deve perciò essere accessibile in qualsiasi momento per ogni componente del consiglio di classe, anche per essere aggiornato in base ai progressi realizzati o a nuovi bisogni rilevati in corso d’anno. Il PdP fa parte e deve essere inserito nel fascicolo personale dello studente e integra la documentazione di passaggio da una classe all’altra, o da un ordine di scuola all’altro.

Chi lo redige?
Il PdP è uno strumento di lavoro elaborato dal consiglio di classe, è il frutto di una riflessione e condivisione di tutti i docenti di classe rispetto ai bisogni e alle strategie da mettere in atto per supportare al meglio il percorso scolastico e il successo degli studenti con bisogni linguistici specifici. Si ricorda che, seppure nella stesura del PDP, il referente intercultura può essere di supporto ai colleghi, in particolare per la compilazione della parte relativa alla biografia personale, familiare, scolastica e linguistica dello studente neo arrivato, non va in nessun modo delegata al referente la stesura delle altre parti, che spetteranno ai singoli docenti quali responsabili delle proprie discipline di insegnamento. La parte iniziale del PdP di alunni non neo arrivati deve essere compilata dal docente coordinatore o dall’insegnante della classe in cui l’alunno è inserito, così da avere ben chiaro il quadro biografico e il percorso scolastico dello studente.

Quando compilarlo?
Il PDP è uno strumento fondamentale di programmazione preventiva che deve in primo luogo, e per tempo, descrivere le scelte sul percorso dello studente e guidare di conseguenza le azioni da intraprendere e le strategie da adottare; solo in questi termini potrà poi divenire, coerentemente, il punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi valutazione degli apprendimenti e dei progressi dello studente. Si ricorda dunque che non è uno strumento da compilare a ridosso dei momenti di valutazione, ma per tempo, all’inizio dell’anno scolastico o al termine della valutazione delle competenze in ingresso, nel caso di alunni arrivati in corso d’anno.

Più in dettaglio, il PdP è uno strumento che va aggiornato nel tempo. E’ importante registrare sia eventuali cambiamenti della situazione scolastica o familiare, sia eventuali cambiamenti rispetto alla motivazione, all’integrazione nel gruppo classe o al riaggiustamento della programmazione personalizzata delle singole materie, che sarà decisa da ogni docente